[wordpress] Problema video Revolution Slider 6 con Uncaught TypeError: Cannot read property ‘x’ of undefined

Problema: inserendo in Revolution Slider 6 delle slide con video in HTML5 (file mp4 nel caso particolare) lo slider non riesce ad avviarsi e provoca un loop infinito di errori nella console javascript.

Soluzione: l’errore dipende probabilmente da un altro plugin che provoca incompatibilità nel codice. Nel mio caso specifico l’errore era provocato da Enlighter – Customizable Syntax Highlighter. Disattivando il plugin lo slider torna a funzionare.

Nel caso specifico l’errore che si presenta è il seguente.

Uncaught TypeError: Cannot read property 'x' of undefined
at HTMLVideoElement.computePosition (mootools-core-yc.js?ver=3.10.0:4)
at HTMLVideoElement.setPosition (mootools-core-yc.js?ver=3.10.0:4)
at Object.R (revolution.tools.min.js?ver=6.0:46)
at Object.i._initProps (revolution.tools.min.js?ver=6.0:46)
at Object.i._init (revolution.tools.min.js?ver=6.0:46)
at Object.i.render (revolution.tools.min.js?ver=6.0:46)
at Object.i.render (revolution.tools.min.js?ver=6.0:46)
at Object.E._updateRoot.H.render (revolution.tools.min.js?ver=6.0:46)
at Object.i.dispatchEvent (revolution.tools.min.js?ver=6.0:45)
at s (revolution.tools.min.js?ver=6.0:45)

Oltre a cercare di correggere il file revolution.tools.min.js, cosa che sconsiglio caldamente, conviene verificare quali altri plugin stiano utilizzando mootools, perché probabilmente ci sono delle incompatibilità.

Disattivando il plugin in questione lo slider torna a funzionare correttamente.

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[php] Modificare programmaticamente i prezzi nel carrello di WooCommerce su WordPress

Immaginiamo di voler modificare i prezzi dei prodotti su WooCommerce una volta che sono stati inseriti nel carrello. Nel mio esempio voglio aggiungere uno sconto del 50% su un prodotto quando vengono comprati almeno 2 prodotti dello stesso tipo.

Per fare questo anzitutto voglio calcolare quanto verrebbe il costo di un singolo prodotto affinché la somma di tutti i prodotti, dello stesso tipo, risulti tale che 1 solo dei prodotti sia scontato al 50%.

Ammettiamo che n sia il numero di prodotti (n ≥ 2), s lo sconto (nel mio caso 50%) e x il prezzo di ciascun prodotto. Avremo

n*x=x*s+(n-1)*x

x = x*(s+n-1)/n

Stabilito questo usiamo il hook per WooCommerce woocommerce_before_calculate_totals inserendo il nostro calcolo per ultimo (dopo tutti gli eventuali plugin).

La base del codice che vogliamo usare è la seguente:

Questa funzione può essere inserita dentro functions.php del nostro tema.

Detto questo dobbiamo anche prendere in considerazione che sul prezzo finale del prodotto potrebbero incidere ulteriori parametri (derivati magari da altri plugin) che potrebbero variare il prezzo. Per ovviare a questo problema legherò il hook alla fine di tutte le altre eventuali operazioni (da qui il valore 1000 nell’ordinamento di esecuzione del hook) e calcolerò il prezzo a partire da quello base, applicando poi il modificatore che sarebbe risultato prima del mio sconto.

La nuova funzione sarà la seguente:

Volendo calcolare il valore scontato al 50% al parametro p ho inserito il valore 0.5.

In questo modo calcoliamo il prezzo finale che dovrebbe avere ciascun prodotto, affinché risulti che la somma dei prodotti sia la somma di un prodotto scontato al 50% e di tutti gli altri a prezzo pieno (compresi gli eventuali modificatori).

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[wordpress] Aggiungere un utente amministratore programmaticamente

Per creare un utente amministratore per il nostro sito di WordPress utilizzando solo il codice di programmazione (immaginiamo per esempio di aver dimenticato l’utente principale e non voler fare modifiche sul database, dove per altro sarebbe ancora più facile), è sufficiente procedere nella maniera seguente.

Apriamo il file functions.php che si trova nella cartella del tema, tipicamente in /wp-content/themes/

In fondo al file aggiungiamo il seguente pezzo di codice:

A questo punto eseguiamo una qualunque pagina del sito, per esempio la home page, ed il gioco è fatto. 🙂

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[woocommerce] Nascondere gli attributi senza alcuna variante attiva

In WooCommerce è possibile creare prodotti con diverse varianti. Immaginiamo di avere una situazione come la seguente:

 

In questo caso la prima variante di colore non è disponibile in alcuna taglia e se la proviamo a selezionare ci compare un avviso che ci dice che non c’è alcun prodotto selezionabile. Per evitare che il cliente debba testare tutte le combinazioni inutilmente WooCommerce, sotto a 10 variazioni per prodotto, tende a nascondere automaticamente le combinazioni inesistenti.

Quando però, come in questo caso, il numero di variazioni aumenta per motivi di prestazioni l’opzione non è attiva. Per aumentare tale limite basta aggiungere a functions.php nel nostro tema le seguenti righe di codice:

A questo punto vedremo un risultato come il seguente (abbiamo impostato il limite a 500):

Si può notare come il primo colore, assieme ad altri, è automaticamente sparito.

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Installazione Ubuntu 18.04.2 LTS webserver pronto all’uso [per esordienti totali]

Abbiamo già visto come installare Ubuntu 16.04.2 LTS e predisporlo per fare da webserver. Stavolta voglio ripetere la procedura, utilizzando però l’ultima distribuzione a lungo termine ovvero Ubuntu 18.04.2 LTS.

Come al solito eseguiremo l’operazione utilizzando VirtualBox. Per chi lo volesse installare su una macchina fisica la procedura sarebbe comunque analoga.

1. Configurazione Ubuntu Server 18.04.2 LTS

Anzitutto procuriamoci la ISO dal sito ufficiale.

Selezioniamo la seguente configurazione e premiamo download.

A questo punto cominciamo a creare la macchina virtuale sulla quale faremo girare il nostro webserver. Dentro VirtualBox premiamo CTRL+N. Si avvierà la seguente schermata che prepariamo nel modo seguente:

Premiamo su Successivo. Ci verrà chiesto quanta RAM intendiamo assegnare, mettiamo almeno 1024MB (ossia 1GB).

Procediamo e scegliamo di creare un nuovo disco fisso virtuale.

Proseguiamo selezionando VDI e per lo spazio diciamo Allocato dinamicamente (questo vuol dire che il disco virtuale non occuperà immediatamente tutto lo spazio assegnato, ma solo via via che il sistema operativo ne avrà bisogno).

Lasciamo 10 GB di spazio.

A questo punto avviamo la macchina virtuale.e ci verrà chiesto di selezionare un disco di avvio. Se fosse stata una macchina fisica si sarebbe trattato del supporto di installazione, per esempio un CD oppure una penna USB. Nel nostro caso clicchiamo sulla cartellina gialla e andiamo a selezionare il file ISO che abbiamo scaricato in precedenza dal sito ufficiale.

Se abbiamo fatto tutto correttamente dovremmo vedere qualcosa di simile:

Premiamo su Avvia.

A questo punto inizierà il caricamento del programma di installazione finché non ci si presenterà la schermata dove scegliere la lingua.

Selezioniamo inglese. A quanto pare ancora non lo hanno tradotto in italiano.

Premiamo il tasto INVIO.

Usando le frecce direzionali, nella schermata successiva, posizioniamoci sui menu a tendina della lingua e premendo INVIO apriamolo. Selezioniamo la tastiera italiana e premiamo di nuovo INVIO. A questo punto torniamo, premendo la freccia verso il basso, su [Done].

Alla prossima schermata premiamo nuovamente INVIO.

A questo punto ci verrà chiesto come vogliamo configurare la scheda di rete. Se stiamo usando una macchina virtuale come VirtualBox la scheda di rete sarà identificata dal dispositivo enp0s3 (normalmente sarebbe eth0, eth1, ecc…). Premiamo nuovamente INVIO.

Alla richiesta di configurare il proxy lasciamo tutto così com’è e premiamo di nuovo INVIO.

Selezioniamo il mirror predefinito per le repository di Ubuntu premendo semplicemente INVIO.

Nella prossima schermata scegliamo come formattare il disco. In questo esempio voglio utilizzare LVM per la gestione dei dischi, quindi mi sposto sulla seconda voce e premo nuovamente INVIO.

Per maggiori approfondimenti sull’utilizzo del LVM suggerisco questo articolo.

Selezioniamo il disco da partizionare, che è anche l’unico disco di cui disponiamo in questo momento.

Arrivati a questo punto possiamo verificare l’intera configurazione ed apportare, eventualmente, delle modifiche. Nel nostro caso lasciamo tutto tale e quale e procediamo premendo INVIO.

Ci chiederà se siamo sicuri di proseguire. Proseguiamo 🙂

Adesso compiliamo i campi con il nostro nome, il nome del server, lo username e la password. Memorizziamo questi dati perché ne avremo bisogno per accedere al server una volta pronto.

Alla schermata successiva selezioniamo la casella di Installa OpenSSH server premendo la barra spaziatrice. Spostiamoci poi con le frecce su Done e proseguiamo premendo INVIO.

Nella schermata successiva spostiamoci immediatamente su Done premendo il tasto della tabulazione e poi di nuovo INVIO.

A questo punto inizierà l’installazione, non ci resta che aspettare pazientemente che finisca.

Quando sarà tutto finito ci troveremo di fronte ad una schermata come questa, dove ci viene chiesto di riavviare. Premiamo INVIO e riavviamo il sistema.

Poco dopo ci verrà chiesto di rimuovere il dispositivo di installazione. Premiamo semplicemente INVIO e aspettiamo.

ATTENZIONE: Normalmente ci si dovrebbe trovare di fronte alla seguente schermata:

ma operazioni in differita su questa ultima versione di Ubuntu fanno sì che si sovrappongano degli output oltre la schermata di login. Se compare qualcosa di simile a questo è sufficiente premere INVIO per avere accesso alla schermata di login.

A questo punto effettuiamo il login con le credenziali che abbiamo creato in precedenza.

Una volta dentro il sistema digitiamo ifconfig e dovremmo vedere un risultato simile a questo.

Come possiamo notare il server si trova sull’indirizzo 10.0.2.15 che è l’indirizzo automatico assegnato dalla rete virtuale NAT di VirtualBox alla macchina virtuale.

Quello che vogliamo fare adesso è creare una nostra rete NAT personalizzata sulla quale spostare il server. VirtualBox ci permette infatti di creare una rete interna che, rispetto al nostro computer host, sarà raggiungibile all’indirizzo 192.168.56.1. Tale indirizzo sarà, rispetto al server, l’indirizzo esterno con il quale la rete virtuale nella quale si trova il server si affaccerà alla rete nella quale si trova il computer host.

Andiamo perciò sul panello di controllo di VirtualBox, spostiamoci su File > Preferenze (raggiungibile anche premendo CTRL+G).

Spostiamoci su Rete e poi premiamo il pulsante con la scheda di rete e il simbolo più verde . Questo aggiungerà una nuova rete virtuale chiamata NatNetwork (nel mio caso ci sono già altre reti configurate). Restando su NatNetwork premiamo il terzo pulsante a destra con il simbolo dell’ingranaggio .

Impostiamo la rete nel modo seguente scegliendo come ID di rete 10.0.2.0/24:

Con l’IP Calculator possiamo testare i dettagli della rete, ma per quello che ci interessa avremo 254 host dal 10.0.2.1 al 10.0.2.254.

Premiamo OK e spostiamoci nelle impostazioni della nostra macchina virtuale.

Andiamo su Rete e impostiamo come tipo di rete Rete con NAT e il nome Rete Ubuntu, che abbiamo creato prima.

A questo punto torniamo dentro la nostra macchina virtuale e aggiorniamo lo stato della connessione di rete.

Per farlo digitiamo: sudo netplan apply

Digitiamo ifconfig  e verifichiamo l’IP al quale è connesso adesso il nostro server. Nel mio caso è sempre 10.0.2.15

Adesso torniamo nelle Preferenze > Rete e andiamo ad impostare l’inoltro delle porte sulla rete che abbiamo creato.

Dal momento che vogliamo testare il server web con Apache e usare l’SSH per connetterci, dobbiamo inoltrare le porte 80, 443 e la 22.  Per aggiungere nuove regole di inoltro premiamo sul tasto col più verde e compiliamo l’elenco nel modo seguente.

L’indirizzo 192.168.56.1 rappresenta l’indirizzo della scheda di rete virtuale creata da VirtualHost, con la quale possiamo collegarci dal nostro PC alla rete virtuale creata poc’anzi. Fatto tutto questo diamo OK a tutto e proviamo a collegarci alla nostra macchina utilizzando Putty.

Se abbiamo fatto tutto a dovere adesso la macchina dentro la rete NAT virtuale è raggiungibile dall’indirizzo esterno 192.168.56.1.

Configuriamo Putty e premiamo Open.

Se tutto è andato bene ci verrà chiesto di acquisire la chiave per la connessione. Diciamo di sì:

A questo punto entriamo dentro il sistema usando Putty.

Procediamo con l’installazione di Apache e degli altri componenti del server LAMP.

2. Installazione e configurazione Apache

Per installare Apache anzitutto aggiorniamo la repository di Ubuntu digitando:

Quando finisce l’operazione procediamo installando Apache e digitiamo:

Se tutto è andato bene possiamo andare all’indirizzo http://192.168.56.1/ e verificare che si veda una pagina come la seguente:

Questa è la pagina default del nostro server Apache. La possiamo anche modificare andando nella cartella /var/www/html che è la root default del server.

Proviamo a farlo digitando:

Dentro Putty dovremmo vedere qualcosa come questo:

A questo punto usciamo dall’editor nano premendo CTRL+X e poi rimuoviamo il file e mettiamone uno nuovo digitando.

Dentro il file scriviamo semplicemente:

E salviamo premendo CTRL+O. Premiamo INVIO per confermare e CTRL+X per uscire.

Tornando su http://192.168.56.1/ dovremmo vedere qualcosa di analogo a questo:

3. Installazione e configurazione MySQL

Per installare il database MySQL digitiamo:

Premiamo Y alla richiesta di conferma dell’installazione e poi aspettiamo che sia ultimata. Una volta completata digitiamo:

Questo avvierà una procedura di configurazione del nostro database, durante la quale ci verranno richieste diverse cose. Alle varie domande rispondiamo rispettivamente:

Press y|Y for Yes, any other key for No: Y

Please enter 0 = LOW, 1 = MEDIUM and 2 = STRONG: 2

(dove: STRONG Length >= 8, numeric, mixed case, special characters and dictionary file)

New password: )9@JZ21@pam)KUfB)2hc{n[vrK?BAeTU  (questo è un esempio di password che possiamo mettere, questa password ha una qualità di 187bit e una lunghezza di 32 caratteri)

Se la passowrd è buona ci verrà detto qualcosa come:

Estimated strength of the password: 100

Proseguiamo:

Do you wish to continue with the password provided?(Press y|Y for Yes, any other key for No) : Y

Remove anonymous users? (Press y|Y for Yes, any other key for No) : Y

Disallow root login remotely? (Press y|Y for Yes, any other key for No) : Y

Remove test database and access to it? (Press y|Y for Yes, any other key for No) : Y

Reload privilege tables now? (Press y|Y for Yes, any other key for No) : Y

Fatto questo il database è pronto per l’utilizzo.

4. Installazione e configurazione PHP

Procediamo installando il PHP e digitando:

Confermiamo sempre con Y quando ci viene richiesto.

Una volta finito verifichiamo che sotto Apache le pagine index.php siano configurate come pagine predefinite:

Se tutto va bene vedremo qualcosa come:

Notiamo la presenza di index.php quindi possiamo procedere tranquillamente.

Per concludere riavviamo il server Apache.

5. Ulteriori configurazioni

A questo punto dovremmo fare ancora qualche implementazione, configurando alcune cose come:

  1. Sistemare il Firewall
  2. Mettere in sicurezza Apache
  3. Configurare fail2ban ed altri eventuali servizi

Io procederò con un esempio su come configurare un nuovo VirtualHost e installarci sopra WordPress.

6. Configurazione VirtualHost e installazione WordPress

Quello che vogliamo fare adesso è aggiungere un dominio al nostro server, affinché alla richiesta di un sito web su tale dominio esso risponde.

In poche parole voglio aggiungere il sito torregatti.com al mio server. Per farlo dobbiamo aggiungere un host virtuale. (qui un esempio della solita procedura)

Per farlo voglio creare, dentro a /var/www/ una cartella dedicata al dominio e poi aggiungerlo ai VirtualHost di Apache.

Procediamo quindi nel modo seguente creando anzitutto la suddetta cartella che, per motivi di ordine, chiamerò come il dominio:

Adesso assegniamo la cartella ad Apache modificando i permessi e digitando:

Aggiungiamo il VirtualHost in sites-available copiando un modello esistente:

Modifichiamo il file che abbiamo appena copiato ed aperto fino ad ottenere qualcosa di simile:

In questo modo il nostro server risponderà sia al dominio torregatti.com che al sottodominio www.torregatti.com

Salviamo con CTRL+O e confermiamo premendo INVIO.

Abilitiamo il host digitando:

Ricarichiamo Apache digitando:

A questo punto possiamo testare la nostra configurazione da dentro Windows modificando il file hosts in C:\Windows\System32\drivers\etc\ impostandolo nel modo seguente:

Salviamo e verifichiamo dal browser che il risultato sia simile a questo:

7. Installazione e configurazione di WordPress

Adesso voglio concludere installando WordPress sul nostro nuovo dominio appena creato.

Anzitutto spostiamoci dentro la cartella del dominio e scarichiamo WordPress digitando i seguenti comandi:

Installiamo zip e scompattiamo il pacchetto:

Spostiamo tutti i file da dentro la cartella wordpress alla radice del dominio digitando:

Rimuoviamo la cartella wordpress:

Assegniamo tutti i file ad Apache, altrimenti avremo problemi durante l’utilizzo del portale (per esempio nel caricamento delle immagini).

Creiamo ora un database con utente per la torregatti.com

Accediamo al database digitando:

Creiamo un nuovo database digitando:

Creiamo un utente per il database e diamogli tutti i privilegi.

A questo punto andando su http://torregatti.com dovremmo vedere l’installazione di WordPress.

Completiamo tutti i dati che abbiamo già configurato:

Completiamo l’installazione seguendo le istruzioni a video ed abbiamo finito.

Vedi articolo

[wordpress] Too few arguments to function wpdb::prepare()

Soluzione veloce: Nella funzione $wpdb->prepare() va aggiunto almeno un argomento, che può essere anche array(), nella maniera seguente $wpdb->prepare( “SELECT * FROM tabella” , array() ).

Questo errore si presenta perché nella funzione $wpdb->prepare() manca un argomento, ovvero quello dei parametri da “preparare” dentro la query. Supponiamo per esempio di avere una variabile $id che vada inserita in una query. La seguente operazione sarebbe sbagliata:

L’errore sarebbe sia pratico che concettuale. Anzitutto questa scrittura di per se non necessita del $wpdb->prepare() dal momento che la variabile è già inserita nella stringa.

In secondo luogo la definizione della funzione prevede l’utilizzo di almeno due argomenti, come descritto qui: wpdb::prepare( string $query, array|mixed $args )

La funzione corretta sarebbe:

Oppure:

 

Vedi articolo

Configurare XAMPP sul Mac e installarci sopra WordPress

Anzitutto procuriamoci XAMPP dal sito ufficiale. Cliccando sul precedente link ci si troverà di fronte ad una schermata simile:

Selezioniamo la versione più appropriata per il nostro sistema operativo e i nostri scopi; in questa guida io utilizzerò la version indicata con la freccia rossa nell’immagine (XAMPP con PHP 7.3.2, il gruppo a seguire è quello di XAMPP con macchina virtuale).

Una volta scaricato il file selezioniamolo dall’elenco e avviamo l’installazione.

A questo punto clicchiamo sull’installer e autorizziamo l’installazione del programma scaricato da internet.

Adesso si aprirà l’installazione vera e propria e scegliamo di proseguire avanti, come nell’immagine.

Ci verranno chieste una serie di impostazioni da scegliere procedendo avanti. Se non hai particolari esigenze o non sai cosa dovresti scegliere premi tranquillamente next finché non parte l’installazione finale e si giunga alla fine.

A questo punto premiamo su Finish lasciando attiva l’opzione Launch XAMPP. Questo aprirà XAMPP su una schermata simile alla seguente:

Spostiamoci su Manage Servers per avviare i server che ci interessano (ovvero Apache e MySQL).

Per farlo selezioniamo il server MySQL Database e premiamo il tasto Start. Poi selezioniamo il server Apache Web Server e premiamo di nuovo Start.

Una volta avviati correttamente dovremmo vedere al fianco di entrambi un pallino verde. Se così è vuol dire che sono attivi e possiamo procedere oltre.

Adesso torniamo alla schermata precedente e clicchiamo su Open application folder.

Si aprirà la cartella di installazione di XAMPP, qui ci spostiamo su htdocs che è la radice del nostro webserver.

Il contenuto di questa cartella corrisponde all’indirizzo http://localhost oppure http://127.0.0.1

Qui dentro vogliamo creare una cartella dove installeremo WordPress, in modo che sia accessibile all’indirizzo http://localhost/wordpress1

Per farlo clicchiamo col destro e selezioniamo dal menu contestuale Nuova cartella, nominiamo la cartella wordpress1

Adesso lo spazio web è pronto. Dobbiamo solo creare ancora il database. Per farlo andiamo su http://localhost/phpmyadmin. Nella schermata che si apre clicchiamo su Database. Sotto la voce Crea nuovo database inseriamo il nome del database che vogliamo creare, per esempio wordpress1. Il nome del database non deve essere necessariamente uguale al nome della cartella per lo spazio web, li ho messi uguali solo per coerenza logica.

Fatto tutto questo abbiamo preparato spazio web e database per installare il nostro nuovo sito.

Ora dobbiamo procurarci WordPress, quindi andiamo sul sito ufficiale e scarichiamolo dalla sezione download.

Per l’ultima versione in italiano è anche sufficiente cliccare qui.

Spostiamoci su Safari e andiamo all’indirizzo http://localhost/wordpress1. Se abbiamo fatto tutto correttamente dovremmo vedere qualcosa di simile a questo:

Nel mentre il download di WordPress dovrebbe essere terminato, per cui dovremmo vederlo nell’elenco dei download di Safari nel modo seguente:

Clicchiamo col destro sopra il download e selezioniamo Mostra nel finder.

Dovremmo visualizzare qualcosa di simile. Entriamo nella cartella chiamata wordpress.

Dovremmo trovare un elenco di file come quello mostrato di seguito. Selezioniamo tutti i file e spostiamoli nella cartella wordpress1, che abbiamo creato prima in htdocs. Per farlo è sufficiente affiancare le due finestre e con tutti i file selezionati trascinarli da una posizione all’altra.

Fatto questo, prima di ogni altra cosa, dobbiamo dare i permessi di lettura e scrittura per i file nella cartella di installazione. Perciò dal Finder spostiamoci su Vai > Utility e selezioniamo, dalla finestra che si aprirà, il terminale.

Nel terminale digitiamo: sudo chmod -R 0777 

Dopo il 0777 lasciamo uno spazio. Poi affianchiamo la cartella htdocs al terminale e trasciniamo verso il terminale la cartella wordpress1.

Per essere precisi i permessi 0777 su tutta la cartella consentiranno il massimo accesso a lettura e scrittura per tutti gli utenti e tutti file. Di per se non sarebbe l’ideale, ma siccome stiamo lavorando in locale può andar bene. Ovviamente la situazione andrebbe valutata in base all’uso che si fa del computer in questione.

In ogni caso se tutto è andato bene dovremmo vedere qualcosa come:

Premiamo Invio da tastiera e digitiamo la password. ATTENZIONE! La password non verrà mostrata e sembrerà di digitare a vuoto. Digitiamo la password del nostro utente e premiamo invio, anche se apparentemente non sta succedendo niente.

Aspettiamo un attimo perché la procedura finisca e ricompaia nuovamente il cursore sul terminale. Dopodiché torniamo su Safari e aggiorniamo la pagina http://locahost/wordpress1. Dovremmo trovarci di fronte alla seguente situazione:

A questo punto possiamo procedere all’installazione di WordPress. Premiamo sul tasto Iniziamo! che compare sotto il testo introduttivo.

Nella schermata che segue inseriamo i dati nella maniera seguente:

Premiamo su Invia. Se abbiamo messo tutti i campi corretti troveremo la seguente schermata.

Premiamo su Avvia l’installazione. Adesso completiamo la seguente schermata, scegliendo a piacere il nome del sito, il nome dell’utente principale (io ho messo il classico admin), una password (WordPress ce ne suggerirà una abbastanza complessa) e il nostro indirizzo email.

Infine premiamo su Installa WordPress. Se abbiamo eseguito tutto a dovere comparirà la schermata finale di login.

Se installando i plugin o i temi dovesse comparirci una schermata come la seguente:

Premiamo sul tasto annulla e dal terminale che abbiamo usato prima per cambiare i permessi digitiamo i seguenti comandi.

Spostiamoci nella cartella wordpress1 che abbiamo creato con cd wordpress1. Poi digitiamo sudo nano wp-config.php e premiamo il tasto Invio.

Si aprirà l’editor nano sul file wp-config.php.

Subito all’inizio, prima delle impostazioni MySQL, aggiungiamo la seguente riga di codice:

Premiamo i tasto CTRL+S per salvare. Premiamo Invio per confermare la modifica del file.

Fatto questo possiamo tornare ad installare tranquillamente temi e plugin.

Vedi articolo

[wordpress] Aggiungere foglio di stile in ultima posizione nel head (intestazione)

Una cosa molto seccante in WordPress, quando si va a modificare il foglio di stile di un tema (specialmente se un tema child), è dover forzare le proprietà con l’istruzione !important, perché altrimenti prevalgono gli stili di plugin o altri elementi che sono stati aggiunti in precedenza al tema.

Una soluzione che adotto spesso è quella di aggiungere un mio foglio di stile supplementare e farlo apparire in ultima posizione rispetto ai fogli di stile richiamati nell’intestazione. In questo modo le proprietà ivi inserite potranno sovrascrivere senza difficoltà quelle dei precedenti fogli.

Per farlo anzitutto posizioniamoci nella cartella del nostro tema e aggiungiamo un foglio di stile, per esempio stile-finale.css

Do per scontato che le modifiche vengano fatte ad un tema child, ma vale lo stesso con un tema genitore.

A questo punto andiamo dentro functions.php e aggiungiamo il seguente codice in fondo:

Il 9999 sta a rappresentare l’ordine in cui verrà inserito il foglio di stile e si suppone che non ci siano altri 9.999 fogli già esistenti.

Fatto! 🙂

Vedi articolo

[wordpress] Come installare WordPress in locale utilizzando XAMPP.

Per chiunque fosse interessato ad installare WordPress in locale, utilizzando XAMPP per creare un server Apache con PHP e MySQL, ho pubblicato una breve guida sul blog di Mummu Academy.

[wordpress] Come installare WordPress in locale

Vedi articolo

[wordpress] Fatal error: Class ‘WP_Customize_Section’ not found

Problema: WordPress risulta inaccessibile con un Fatal error: Class 'WP_Customize_Section' not found´ tipicamente localizzato su qualche file del tema

Soluzione: Il problema deriva quasi sicuramente da qualche plugin che cerca di innestarsi nel tema aggiungendo caratteristiche personalizzate. Per risolvere il problema si possono rimuovere tutti i plugin dalla cartella wp-content/plugins, tenendone una copia di backup. Se ricaricando il sito tutto torna normale si possono ricaricare, uno ad uno, i plugin rimossi fino ad individuare quello che provoca l’errore. Una volta individuato rimuoverlo. 

Nel mio caso specifico l’errore è capitato con il plugin Easy Google Fonts. Il plugin, non a caso, tenta di aggiungere funzionalità CSS al tema del sito e questo provoca delle incompatibilità.

Per risolvere il problema è stato sufficiente rimuovere il plugin dalla cartella wp-content/plugins/easy-google-fonts/

Ricordiamoci anche di rimuovere un’eventuale cache e tutti i file annessi, oltre che disabilitarla dal file wp-config.php, affinché non interferisca con la rimozione del plugin e dei codici collegati.

Fatto ciò il sito dovrebbe tornare normalmente operativo.

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