[magento] Errore SQLSTATE[23000]: Integrity constraint violation: 1062 Duplicate entry ‘0009032’ for key ‘UNQ_SALES_FLAT_ORDER_INCREMENT_ID’

Soluzione1: Questo errore si presenta quando si effettua un ordine su Magento, si viene indirizzati al pagamento, ma il pagamento non va a buon fine e si viene rimandati indietro sul negozio. Per risolvere questo problema è sufficiente modificare il file app/code/core/Mage/Sales/Model/Resource/Quote.php come indicato di seguito

Per risolvere il problema posizioniamoci nella cartella principale del negozio in Magento. Dopodiché andiamo a modificare il file app/code/core/Mage/Sales/Model/Resource/Quote.php

Apriamolo e cerchiamo la seguente parte di codice

Alla linea quattro modifichiamo

In modo che diventi:

Salviamo il tutto.

Soluzione2: Questo errore si presenta quando per qualche ragione sono stati inseriti ordini sopra l’ultimo incrementale registrato in eav_entity_type. Per risolvere il problema è sufficiente incrementare sopra l’ultimo valore registrato il valore dell’incrementale. 

Di seguito discutiamo il problema e la soluzione nel dettaglio.

Anzitutto l’errore che si presenta è simile a questo:

SQLSTATE[23000]: Integrity constraint violation: 1062 Duplicate entry '0009032' for key 'UNQ_SALES_FLAT_ORDER_INCREMENT_ID', query was: INSERT INTO sales_flat_order (coupon_code, protect_code, shipping_description, is_virtual, store_id, customer_id, base_discount_amount, base_grand_total, base_shipping_amount, base_shipping_tax_amount, base_subtotal, base_tax_amount, base_to_global_rate, base_to_order_rate, discount_amount, grand_total, shipping_amount, shipping_tax_amount, store_to_base_rate, store_to_order_rate, subtotal, tax_amount, total_qty_ordered, customer_is_guest, customer_note_notify, customer_group_id, quote_id, base_shipping_discount_amount, base_subtotal_incl_tax, shipping_discount_amount, subtotal_incl_tax, weight, customer_dob, increment_id, applied_rule_ids, base_currency_code, customer_email, customer_firstname, customer_lastname, customer_middlename, customer_prefix, customer_suffix, customer_taxvat, discount_description, global_currency_code, order_currency_code, remote_ip, shipping_method, store_currency_code, store_name, x_forwarded_for, customer_note, created_at, updated_at, total_item_count, customer_gender, hidden_tax_amount, base_hidden_tax_amount, shipping_hidden_tax_amount, base_shipping_hidden_tax_amnt, shipping_incl_tax, base_shipping_incl_tax, gift_message_id, payment_fee_amount, base_payment_fee_amount, payment_installment_fee_amount, base_payment_installment_fee_amount, payment_tax_amount, base_payment_tax_amount, referral_code, ebizmarts_abandonedcart_flag, payment_fee_tax, base_payment_fee_tax, payment_percentage_fee, base_payment_percentage_fee) VALUES (?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, '1975-10-01 00:00:00', ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, '2018-11-28 11:14:46', '2018-11-28 11:14:46', ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?, ?)

Questo errore si presenta perché si sta cercando di inserire una chiave duplicata in sales_flat_order. Prima di tutto verifichiamo la cosa spostandoci in sales_flat_order ed effettuando la seguente query:

Nel mio caso il risultato della query era 10.009. Adesso spostiamoci su eav_entity_store. Qui dovremmo vedere una tabella con tutti gli incrementali. Cerchiamo quello che ci interessa. Per trovarlo guardiamo i campi entity_type_id e store_id. Gli entity_type_id hanno come riferimento la tabella eav_entity_type.

Per esempio il codice 5 corrisponde agli ordini, mentre il codice 6 alle fatture/ordini.

Nel mio caso mi accorgo che increment_last_id è su 9033, mentre il massimo valore inserito in sales_flat_order è di 10.009. Quindi mi è sufficiente portare questo valore al di sopra di quello attuale, per esempio impostandolo su 10.010.

Una volta fatto il problema è risolto.

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[moodle] Cambiare icona (favicon) del sito

A volte le operazioni più banali risultano le più ostiche. Per cambiare la favicon di un sito fatto con Moodle è inutile arrovellarsi sul panello di controllo. Bisogna intervenire direttamente sul FTP.

Per farlo troviamo dove è posizionato il nostro tema e cerchiamo la cartella pix, per esempio:

/httpdocs/theme/nome_tema/pix

Una volta dentro sostituiamo il file favicon.ico con la nostra nuova icona.

Adesso torniamo nel panello di controllo di Moodle e andiamo su:

Dashboard > Amministrazione del sito > Aspetto > Temi > Impostazioni tema

Qui selezioniamo, qualora non sia già selezionata, la modalità Modalità Theme designer (themedesignermode) e salviamo. Aggiorniamo il sito e verifichiamo che sia comparsa la nuova icona. Eventualmente per aggiornare il sito premiamo SHIFT+F5 (se stiamo usando Chrome)

Fatto ciò dovremmo vedere la nuova icona, disattiviamo la Modalità Theme designer e salviamo di nuovo.

L’icona è stata modificata.

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[risolto] Google Chrome con tutti i caratteri in corsivo

Problema: I caratteri predefiniti in Google Chrome appaiono tutti in corsivo, sia nelle impostazioni che in tutti i servizi di Google come Google Calendar, Google Drive, Google Keep ecc.

Soluzione: Installare tutti i caratteri predefiniti che utilizza Chrome, nel mio caso il carattere Roboto

Dopo l’ultimo aggiornamento improvvisamente Chrome ha iniziato a mostrare ovunque dei fastidiosissimi caratteri in corsivo come in questa pagina:

Per risolvere il problema è sufficiente cliccare col destro sopra una qualunque delle parti di testo e scegliere ispeziona.

A questo punto si aprirà di fianco (oppure in basso) una finestra simile a questa:

Individuato un pezzo di testo [1] cerca nella finestra sottostante il punto dove è definito il carattere utilizzato, tipicamente per il tag html [2]. Nel mio caso il primo font utilizzato è Roboto.

In Windows andando su Pannello di controllo > Aspetto e personalizzazione > Caratteri trovare il font utilizzato. Probabilmente potrai notare che manca la versione normale, chiamata spesso anche Regular o Normal. Nel caso di Roboto a me mancava la versione Roboto-Regular.

Per risolvere il problema è stato sufficiente scaricarla da qui: https://github.com/google/roboto

Una volta scaricato il file ti basterà scompattarlo e raggiungere la cartella con tutti i file *.ttf [1] del carattere, selezionarli, cliccarci sopra col destro e scegliere installa [2].

Se hai fatto tutto correttamente puoi riavviare Chrome e dovresti vedere tornato tutto normale.

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[spam] “Abbiamo installato un trojan di accesso remoto sul tuo dispositivo.”: truffa per estorcere soldi

Da un po’ di giorni circola una nuova truffa online; la vittime designata si vede recapitare un messaggio via email proveniente dal medesimo indirizzo di destinazione, dove si paventa una compromissione dell’account e del computer e il conseguente furto di dati privati. Non cascateci! Non è vero!

Ma andiamo con ordine: il messaggio che viene recapitato ha alcune varianti, ma sostanzialmente assomiglia ad uno dei seguenti due:

Ciao, caro amico 🙂

Abbiamo installato un trojan di accesso remoto sul tuo dispositivo.
Per il momento il tuo account email è hackerato (vedi , ora ho accesso ai tuoi account).
Ho scaricato tutte le informazioni riservate dal tuo sistema e ho anche altre prove.
La cosa più interessante che ho scoperto sono i video dove tu masturbi.

Avevo incorporato un virus sul sito porno dopo di che tu l’hai installato sul tuo sistema operativo.
Quando hai cliccato su Play di un video porno, in quel momento il tuo dispositivo ha scaricato il mio trojan.
Dopo l’installazione la tua camera frontale ti filma ogni volta che tu masturbi, in più il software è sincronizzato con video che tu scegli.

Per il momento il software ha raccolto tutte le informazioni sui tuoi contatti dalle reti sociali e tutti gli indirizzi email.
Se tu vuoi che io cancelli tutti i dati raccolti, devi trasferirmi $300 in BTC (criptovaluta).
Questo è il mio portafoglio Bitcoin: 116B6DrG946cQkb4xoTKDrFoSD66HD1rhR
Una volta letta questa comunicazione hai 2 giorni a disposizione.

Appena hai provveduto alla transazione tutti i tuoi dati saranno cancellati.
Altrimenti manderò i video con le tue birichinate a tutti i tuoi colleghi e amici!!!

E da ora in poi stai più attento!
Per favore, visita solo siti sicuri!
Ciao!

Oppure nella versione più “personalizzata” dove al posto di nome@dominio.ext di solito si vede il proprio indirizzo email.

Salve!

Come avrai già indovinato, il tuo account nome@dominio.ext è stato hackerato, perché è da lì che ho inviato questo messaggio. 🙁

Io rappresento un gruppo internazionale famoso di hacker.
Nel periodo dal 22.07.2018 al 14.09.2018, su uno dei siti per adulti che hai visitato, hai preso un virus che avevamo creato noi.
In questo momento noi abbiamo accesso a tutta la tua corrispondenza, reti sociali, messenger.
Anzi, abbiamo i dump completi di questo tipo di informazioni.

Siamo al corrente di tutti i tuoi “piccoli e grossi segreti”, sì sì… Sembra che tu abbia tutta una vita segreta.
Abbiamo visto e registrato come ti sei divertito visitando siti per adulti… Dio mio, che gusti, che passioni tu hai… 🙂

Ma la cosa ancora più interessante è che periodicamente ti abbiamo registrato con la web cam del tuo dispositivo, sincronizzando la registrazione con quello che stavi guardando!
Non credo che tu voglia che tutti i tuoi segreti vedano i tuoi amici, la tua famiglia e soprattutto la tua persona più vicina.

Trasferischi 300$ sul nostro portafoglio di criptovaluta Bitcoin: 1LXxZyP7CKybaXA6jELu5YJ6UQzbdZz8RP
Garantisco che subito dopo provvederemo a eliminare tutti i tuoi segreti!
Dal momento in cui hai letto questo messaggio partirà un timer.
Avrai 48 ore per trasferire la somma indicata sopra.

Appena l’importo viene versato sul nostro conto tutti i tuoi dati saranno eliminati!
Se invece il pagamento non arriva, tutta la tua corrispondenza e i video che abbiamo registrato automaticamente saranno inviati a tutti i contatti che erano presenti sul tuo dispositivo nel momento di contagio!

Mi dispiace, ma bisogna pensare alla propria sicurezza!
Speriamo che questa storia ti insegni a nascondere i tuoi segreti in una maniera adeguata!
Stammi bene!

Quando si scarica la posta l’intestazione ha questo aspetto (nel mio caso la casella info di ditta, letta su Thunderbird)

Faccio notare che nel mio caso c’è anche un grossolano errore nell’indirizzo, ma tant’è.

Nell’email viene richiesto di effettuare un versamento in bitcoin sul portafoglio indicato.

Se siete curiosi potete verificare lo stato del portafoglio andando su Blockchain.com ed inserire il codice nel motore di ricerca, oppure aggiungendo il codice all’indirizzo https://www.blockchain.com/btc/address/

Sui due portafogli di cui sopra al momento attuale (14:20 del 29 settembre 2018) sono stati trasferiti in tutto 1.02088739 BTC equivalenti a 5.768,36 euro.

Come già scritto anche da Paolo Attivissimo su Il Disinformatico, potrebbe darsi che le transazioni siano state effettuate dall’hacker stesso per darsi credibilità, come potrebbe anche trattarsi di vittime ignare che sono cadute nella trappola.

Potrebbe anche darsi che si tratti di un software venduto a più hacker “dilettanti”, che quindi utilizzano diversi portafogli di bitcoin.

Che cosa fare se si riceve l’email? Niente. Nulla è stato compromesso e la si può semplicemente cancellare. 🙂

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[wordpress] Fatal error: Class ‘WP_Customize_Section’ not found

Problema: WordPress risulta inaccessibile con un Fatal error: Class 'WP_Customize_Section' not found´ tipicamente localizzato su qualche file del tema

Soluzione: Il problema deriva quasi sicuramente da qualche plugin che cerca di innestarsi nel tema aggiungendo caratteristiche personalizzate. Per risolvere il problema si possono rimuovere tutti i plugin dalla cartella wp-content/plugins, tenendone una copia di backup. Se ricaricando il sito tutto torna normale si possono ricaricare, uno ad uno, i plugin rimossi fino ad individuare quello che provoca l’errore. Una volta individuato rimuoverlo. 

Nel mio caso specifico l’errore è capitato con il plugin Easy Google Fonts. Il plugin, non a caso, tenta di aggiungere funzionalità CSS al tema del sito e questo provoca delle incompatibilità.

Per risolvere il problema è stato sufficiente rimuovere il plugin dalla cartella wp-content/plugins/easy-google-fonts/

Ricordiamoci anche di rimuovere un’eventuale cache e tutti i file annessi, oltre che disabilitarla dal file wp-config.php, affinché non interferisca con la rimozione del plugin e dei codici collegati.

Fatto ciò il sito dovrebbe tornare normalmente operativo.

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Aruba, errore FTP 550 Can’t read directory: access denied

Problema: utilizzando FileZilla non si riesce a connettersi al server web su Aruba

Soluzione: aggiungere il proprio indirizzo IP agli IP autorizzati all’accesso via FTP dal panello di controllo

Per molti server Aruba ha attivo un servizio di filtro FTP che impedisce accessi non autorizzati, servizio molto utile per implementare il livello di sicurezza su uno dei protocolli più bucati di sempre.

Per aggiungere il proprio indirizzo IP a quelli autorizzati è sufficiente recarsi nel panello di controllo di Aruba.

Una volta dentro selezionare Gestione Accessi FTP.

Si presenterà una schermata simile a questa:

Premiamo su Abilita all’accesso FTP (questo abiliterà l’indirizzo IP mostrato che è anche quello da cui ci stiamo collegando). Altrimenti possiamo aggiungere manualmente un indirizzo IP cliccando poi su Aggiungi IP.

Dopodiché premiamo su Salva ed il gioco è fatto.

Adesso possiamo collegarci in FTP al nostro hosting.

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[joomla] Errore ERR_CONTENT_DECODING_FAILED su Chrome in Joomla 3.x

Problema: Quando si tenta di effettuare il login dal frontend si incorre nell’errore ERR_CONTENT_DECODING_FAILED su Chrome, mentre la pagina appare tutta bianca

Soluzione: disabilitare la compressione GZIP e pulire la cache

Quando si tenta di effettuare il login dal frontend di Joomla si potrebbe incorrere in una pagina vuota oppure nell’errore ERR_CONTENT_DECODING_FAILED. Cancellando l’URL e tornando alla homepage il login risulta effettuato e si può tornare a navigare.

Per risolvere il problema dovrebbe essere sufficiente disabilitare la compressione GZIP andando su Sistema > Configurazione globale > Server.

A questo punto andiamo su Sitema > Pulisci cache, selezioniamo tutte le voci e poi premiamo su Elimina.

Fatto tutto questo il problema dovrebbe risultare risolto.

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Mixed Content: The page at ‘https://’ was loaded over HTTPS, but requested an insecure script ‘http://’

Soluzione: Se utilizzate WordPress potete utilizzare un plugin come Really Simple SSL, altrimenti assicuratevi che tutti gli indirizzi nella pagina incriminata siano del tipo HTTPS

Se il browser (in questo caso Chrome) vi segnala il seguente errore

Significa che la pagina che state visitando sta cercando di caricare del contenuto da una connessione non protetta (HTTP) su una connessione protetta (HTTPS). Il problema si risolve semplicemente cambiando il protocollo sugli indirizzi incriminati, oppure forzando un redirect completo della pagina su HTTPS.

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