domenica, 6 Aprile 2025

Save Editor FF8

Di recente ho riscoperto la mia passione per Final Fantasy 8 grazie alla versione remastered di Steam. In realtà volevo rigiocare alla mia vecchia copia da PC, ma poi ho scoperto che non era più possibile installarla su computer a 64-bit (qualcuno suggeriva un’installazione in modalità provvisoria, per poi dover però correggere ben altri problemi!). Così mi sono messo alla ricerca di una soluzione ed ho scoperto che su Steam c’era una versione aggiornata e funzionante anche su Windows 10!

Vecchia copia da PC! Notare l’offerta per “internet gratis” con i vecchi modem 56k.

Adesso non starò ad approfondire i dettagli su questo gioco che amo profondamente (sì ok, quando ci giocai avevo anche una cotta per quel turbodisfattista di Squall), ma quando un gioco gira su PC inevitabilmente viene da chiedersi se ci sarà anche qualche modo meschino per crackarlo o modificarlo a proprio piacimento.

Ed ho scoperto che c’è! Ebbene sì, esiste già un programma perfettamente funzionante per modificare i file di salvataggio del gioco.

Il programma si chiama Hyne (1.9.2), ed è possibile scaricarlo in diverse versioni da Github.

Da quello che ho potuto testare funziona anche sulla versione Steam, e non appena finisco il gioco non mancherò di divertirmi con un po’ di OP.

Il programma è molto intuitivo ed offre una configurazione dettagliata tramite interfacce grafiche dedicate.

Una volta aperto il salvataggio (i salvataggi di Steam si trovano di predefinito nella cartella Documenti %USERPROFILE%\Documents\Square Enix\FINAL FANTASY VIII Steam\user_XXXXXX) ci si presenterà una schermata simile alla precedente, dove potremo selezionare il salvataggio che ci interessa.

Seguiranno una serie di schermate dalle quali sarà possibile modificare nei più piccoli dettagli le caratteristiche del gioco (io devo ancora giungere al garden di Galbadia)

Una volta fatto è sufficiente salvare il file. Consiglio naturalmente di tenere una copia di backup del file originale, per ogni evenienza.

Fonte: Hyne

Interrogare foglio di Excel con SQL in VBA

Obiettivo: interrogare e filtrare il contenuto di un foglio excel come se fosse una tabella di un database SQL

Prepariamo anzitutto un file Excel creando un foglio con dei dati come quelli di seguito:

Questo foglio lo chiamiamo DATI. Faccio notare che nella prima riga ho inserito le intestazioni della nostra tabella.

In un secondo foglio andiamo a creare un pulsante che richiamerà un form. L’idea sarebbe quella di creare un metodo di inserimento che guidi l’utente e gli permetta di filtrare una vasta base dati, eseguendo anche dei comandi di ricerca. Il risultato sarà il seguente:

Se proviamo a cercare qualcosa, per esempio “Mar” l’elenco dovrà essere filtrato e otterremo il risultato seguente:

Fatte queste premesse vediamo come realizzare l’interrogazione del foglio mediante VBA (sorvolo sull’elementare creazione del form).

Anzitutto creiamo una Sub che caricherà i valori nella combobox (cmbSeleziona) e nella listbox (lbSeleziona).

Faccio notare che in questo caso la query filtra solamente i valori in base al Nome, inoltre il parametro nome può essere passato in via opzionale, permettendo quindi anche di visualizzare tutti i campi se non c’è nessun nome da filtrare.

Ricordiamoci che per poter eseguire la connessione ADO abbiamo bisogno di importare l’opportuna libreria dai riferimenti.

A questo punto completiamo il nostro codice aggiungendo:

In questo modo ad ogni modifica (change) di txtCerca, che è la textbox di ricerca in cima al form, verrà interrogato il nostro foglio per produrre un risultato.

Il medesimo metodo LoadSelect, questa volta senza argomenti, lo aggiungiamo anche all’avvio del form, per caricare il contenuto completo senza filtri.

Qui è possibile scaricare il file creato con Excel 2016.

Creare un programma con menu e opzioni di scelta in bash

Per gli esercizi dedicati a bash ne propongo uno rielaborato da me qualche mese fa per un corso.

Obiettivo: creare un semplice programma in bash che mostri un menu a schermo e ci permetta di fare delle scelte; in particolare mostrare un elenco di alunni e voti, aggiungere nomi di alunni e relativi voti, svuotare il “database” (in questo caso nient’altro che un file di testo) ed uscire dal programma

Nel nome delle funzioni non c’è niente di speciale, in particolare nelle funzioni showmenu e do_menu che ho chiamato così solo per abitudine, avendolo imparato a mia volta da script in inglese (potremmo dire anche scopiazzato!).

Commentiamo adesso i punti salienti del codice:

Riga 6: show_menu non fa niente di speciale, stampa semplicemente a video una serie di scritte usando echo (quando si usa echo senza una stringa a seguire si ottiene un semplice accapo); l’unico punto veramente interessante è alla riga 15 dove con echo -en ci prepariamo ad acquisire un valore in input. Questo valore in input in realtà viene acquisito dal read nella funzione successiva (riga 24).

Nel caso specifico echo -en vuol dire che passiamo alla funzione echo due parametri

-n evita di aggiungere newline alla fine della stringa, ovvero non manda accapo

-e interpreta eventuali backslash

Per capire meglio come funziona proviamo a scrivere nel terminale le seguenti righe

Questo comando darà in output il seguente risultato

Il cursore si troverà in attesa alla fine della stringa ed i caratteri \t saranno trasformati in tabulazione.

Se invece scriviamo:

Verrà stampato a video:

Senza alcuna tabulazione.

Riga 22: cominciamo un ciclo while finché la variabile $i non sarà uguale a “q”.

Riga 24: leggiamo l’input dopo aver lanciato, alla riga precedente show_menu; l’input verrà letto nella variabile $i; dopo aver acquisito $i trasformiamo eventuali maiuscole in minuscole, in modo che sia premendo Q che q si possa uscire dal programma (questo non è ovviamente necessario, ma lo facciamo a titolo di esercizio).

A questo punto usiamo case per verificare la scelta in $i; in caso di qualsiasi scelta fuorché quelle elencate (riga 40) verrà mostrato un messaggio, qui scherzosamente sdubbiato.

Alla riga 36 invece, quando $i è uguale a “q” eseguiamo l’uscita dal programma con un saluto.

A questo punto costruiamo i metodi elencati dentro case.

Riga 48: il metodo mostra fa semplicemente il grep del contenuto del file e poi lo passa ad un ciclo while che legge ogni riga in $i. Il contenuto del file $ELENCO sarà scritto nel modo seguente:

Mario:10
Luigi:9
Anna:7

Ovvero un elenco di nomi separati da : dai voti; uno per riga. Quindi leggendo il file in righe sostituiamo ad ogni : una tabulazione in modo da stamparli a video uno sotto l’altro e con una tabulazione tra nome e voto.

Riga 55: creiamo il metodo per aggiungere nomi e voti; anche qui l’operazione è molto semplice e giochiamo un po’ con gli echo, per ottenere un’interfaccia da terminale decente. Alla riga 65 assembliamo i valori raccolti nelle precedenti due variabili in una singola stringa di testo che scriviamo sul file $ELENCO.

Riga 82: qui svuotiamo l’elenco degli studenti salvati in $ELENCO, semplicemente cancellando il contenuto dell’intero file. Notiamo qui l’uso diverso di >> e >. Il primo appende alla fine del file il contenuto, mentre > sostituisce l’intero contenuto. In questo caso lo sostituisce con una stringa vuota.

Riga 85: qui usiamo il comando $? per prendere l’output dell’ultimo metodo utilizzato, nel caso specifico il metodo conferma (riga 69). Il metodo conferma scrive a video una stringa presa da $@; la variabile $@ prende la lista di tutti gli argomenti passati al metodo, un po’ come fanno $0, $1 ecc per i singoli argomenti; in questo caso significa semplicemente che li prendiamo tutti. Il metodo legge la risposta e la trasforma tutta in maiuscole, in modo tale che Y e y equivalgano entrambi ad una conferma. Se la risposta è tale la funzione restituisce 0, altrimenti 1. Utilizzando $? controlliamo questo valore restituito e se fa 0 allora cancelliamo tutti i dati, se fa 1 annulliamo la cancellazione.

Riga 93: lanciamo l’intero programma.

Riferimenti utili: base di programmazione in BASH

Verificare integrità file in bash

Presupposto: immaginiamo di avere una cartella sorgente di file e una cartella dove li abbiamo copiati, per esempio durante un backup o solo per sicurezza; a tale proposito rimando all’esercizio precedente di copia dei file in bash

Obiettivo: adesso vogliamo controllare che i file in destinazione siano identici ai file nella copia di sicurezza; un primo modo elementare potrebbe essere quello di confrontare la dimensione dei file, però questo non ci garantisce l’effettiva integrità e che nella medesima dimensione non ci siano in realtà contenuti differenti; un approccio migliore sarebbe quello di confrontare gli hash dei file di origine con quelli della copia. Attenzione però! Perché non dobbiamo solo confrontare i file esistenti, ma verificare anche la presenza di nuovi file o di file mancanti.

Vediamo quindi come scrivere questa procedura in BASH.

Fino alla riga 17 abbiamo ripreso il codice del precedente esercizio, con un’unica differenza: abbiamo impostato la variabile tot su -1.

In questo modo nella parte successiva possiamo verificare se non esiste alcuna cartella di backup; se c’è una cartella è la cartella bck0, per via della costruzione dell’esercizio precedente, e quindi tot sarà uguale a 0.

Dopodiché costruiamo un metodo chiamato controllo che prende in ingresso un unico argomento (intercettato con $1 all’interno del codice) che è la cartella sorgente. Alla riga 52 passiamo la cartella sorgente iniziale, mentre alla riga 26 passiamo la cartella figlia che troviamo in quella di partenza, in modo da ripetere il controllo in modo ricorsivo.

Alla riga 24 controlliamo, tramite l’if, che l’elemento che stiamo controllando sia una cartella. Se lo è passiamo la cartella al metodo controllo, altrimenti verifichiamo i file.

Per verificare il file lanciamo md5sum sul file originale e leggiamo il risultato come due colonne: hash e nomefile.

Il ciclo while in realtà effettua un’unica operazione, per ogni valore controllato verifichiamo anzitutto se esiste o meno all’interno del backup. Se non esiste lanciamo in output il messaggio alla riga 41. Altrimenti lanciamo il comando md5sum sul file nel backup; con lo stesso principio di prima effettuiamo la lettura dell’output mettendo il risultato in altre due variabili, ovvero hashbck e nomefilebck. A questo punto confrontiamo che i due hash siano identici, in caso contrario (!= vuol dire diverso) lanciamo un output, quello della riga 36.

Notiamo che se va tutto bene non viene lanciato alcun output, ma solo in caso di errore.

TODO: In questo controllo manca la verifica che eventuali file presenti nel backup non siano stati cancellati dalla cartella sorgente.

Semplice script di backup (copia di file) in bash

Vediamo creare un elementare sistema di backup in BASH. In questo caso supponiamo di avere, nella posizione in cui viene eseguito il codice, una cartella chiamata elementi, dentro la quale abbiamo tutti i file e le cartelle che desideriamo copiare dentro la destinazione di backup. La destinazione di backup è la medesima dello script (non entro ora nel merito sul buon senso di fare qualcosa di simile) dove verranno create n cartelle consecutive per tutti i backup effettuati. Le cartelle saranno quindi chiamate bck0, bck1bckn.

Faccio notare che la prima parte dello script, quella con il ciclo for, serve solo a contare il numero di cartelle di backup attualmente esistenti, per poter creare così la cartella successiva. Se non esiste alcuna cartella il contatore rimane a 0 e crea la prima cartella zeresima, chiamata bck0. Quando si usa la seconda volta le cartelle sono 1, la cartella bck0, e quindi la variabile tot assume valore 1. E così via ad ogni passaggio successivo.

Il backup vero e proprio viene effettuato nell’ultima parte del codice (le ultime due righe), dove creiamo la nuova cartella unendo il nome di dest al numero in tot e poi usiamo il comando cp -a (copia ricorsivamente tutti i file e le cartelle).

Labirinto disegnato in PHP

Per gli appassionati di Pathfinder come me capita di fare il master e voler proporre qualche simpatico labirinto ai propri avventurieri. Online si trovano già moltissimi generatori di dungeon, però ho deciso di svagarmi un po’ questo sabato pomeriggio creando uno tutto mio in PHP.

Questo è il risultato (si rigenera ad ogni refresh della pagina):

Vediamo il codice sufficiente per ottenerlo:

Le impostazioni nell’esempio sono le medesime per ottenere l’immagine di sopra.

Calcolare IRR (Internal Rate of Return o TIR.COST) in VBA

Problema: la funzione TIR.COST (Tasso Interno di Rendimento) restituisce un unico valore per l’IRR anche quando ce ne è più di uno

Senza discutere sull’interpretazione dell’IRR stesso, immaginiamo di avere i seguenti due scenari di flusso di cassa.

I Scenario

Questo produce un grafico VAN-IRR come quello seguente:

In questo caso abbiamo due valori dell’IRR rispettivamente 15,47% e 33,33%; la funzione TIR.COST restituisce solamente il primo valore.

II Scenario

A questa serie di flussi di cassa corrisponde il seguente grafico:

In questo caso abbiamo due valori dell’IRR rispettivamente 1,99% e 19,65%; la funzione TIR.COST restituisce solamente il secondo valore.

Costruiamo quindi in VBA le funzioni necessarie per effettuare questo calcolo; come già mostrato anche qui utilizzeremo una funzione che restituisca un vettore di valori sotto forma di Variant, in modo da poterli valutare singolarmente (per esempio utilizzando le funzioni MIN e MAX, quando i valori sono solo due, quindi =MIN(IRRX(A1:A10)) oppure =MAX(IRRX(A1:A10))).

La funzione finale si chiama IRRX, quella che utilizzeremo dentro il foglio excel.

Le altre funzioni servono rispettivamente a:

  • IRRv1 – calcolare in modo approssimativo tutti gli IRR possibili su uno specifico flusso di cassa, con valore massimo per l’IRR al 30.000% (espresso come max = 300), inutile dire come questo valore possa essere impostato anche a molto meno per velocizzare i calcoli; l’IRR qui viene calcolato per ogni punto percentuale con scarti del 1%
  • IRRv2 – qui calcoliamo, per ogni valore di IRR trovato con la precedente funzione, il valore approssimato mediante iterazione su valori che vanno da IRRv2 ± 1%
  • VAN – questa funziona calcola semplicemente il VAN sul dato IRR

 

Testato su Excel 2016.

Creare una funzione personalizzata in VBA per Excel che restituisca una matrice

Obiettivo: creare una funzione personalizzata in Excel che restituisca come risultato una matrice n x m

Supponiamo di voler realizzare una funzione personalizzata in Excel che effettui la medesima operazione di MATR.PRODOTTO, ma allo stesso tempo consideri sempre la matrice in ingresso A come una matrice n x 1 e la matrice in ingresso B come una matrice 1 x m. Facciamo questa semplificazione a titolo di esempio.

Quindi abbiamo due matrici tipo queste:

A =  \begin{bmatrix}  a_1 \\ a_2 \\ a_3  \end{bmatrix}    B =  \begin{bmatrix}  b_1 & b_2 & b_3  \end{bmatrix}

Il loro prodotto risulterà così:

A \times B=  \begin{bmatrix}  a_1b_1 & a_1b_2 & a_1b_3 \\  a_2b_1 & a_2b_2 & a_2b_3 \\  a_3b_1 & a_3b_2 & a_3b_3  \end{bmatrix}

Nel nostro modulo aggiungiamo ora il seguente codice:

Notiamo che in questo modo vengono percorsi tutti i valori del range, indipendentemente dalla loro geometria, come se fossero in una riga o colonna.

Per testare il risultato possiamo fare una verifica su un esempio con la funzione MATR.SOMMA.PRODOTTO. Nel caso specifico creiamo una versione e parametrizzabile del SOMMA.PIÙ.SE.

A1:A7 e B1:B7 sono riempiti con valori da esempio. E2:H2 saranno quattro spazi dove potremo inserire, a nostro piacimento da 0 a 4 nominativi da verificare. In E3 abbiamo la seguente formula di controllo (NB: fatta con MATR.PRODOTTO):

=MATR.SOMMA.PRODOTTO(–(A2:A7=E2:H2);MATR.PRODOTTO(B2:B7;E1:H1))

In E4 aggiungiamo invece la formula con la nostra versione di MATR.PRODOTTO:

=MATR.SOMMA.PRODOTTO(–(A2:A7=E2:H2);MATH_MATRICE(B2:B7;E1:H1))

Scopo raggiunto.

Creare mappa personalizzata in Civilization VI

Creare una mappa personalizzata in Civilization VI è estremamente facile (e anche molto divertente).

Il gioco integra un World Builder a cui si può accedere dai contenuti aggiuntivi.

L’editor non è dei migliori, dal punto di vista grafico e dell’utilizzabilità, però fa il suo sporco dovere. Basterà fare un po’ di prove per capire come funziona. Una caratteristica in particolare, da tenere a mente, è l’inserimento delle città stato, che normalmente dovrebbe avvenire tramite script e che altrimenti dobbiamo mettere a mano.

Per farlo sarà sufficiente impostare il leader desiderato come “caratteristica del terreno“, nel modo seguente:

Clicchiamo sulla casella nella quale vogliamo mettere la città stato e poi impostiamo la Start Position su Leader e nel menu a tendina di sotto il nome della città stato che vogliamo inserire.

Una volta creata la nostra mappa premiamo ESC e salviamo dal menu, come se stessimo salvando il gioco.

Da impostazione predefinita la mappa viene salvata con estensione *.Cvi6Map in:

%UserProfile%\Documents\My Games\Sid Meier’s Civilization VI\Saves\WorldBuilder

A questo punto per aggiungerla alle mappe giocabili nel gioco è sufficiente apportare un paio di modifiche.

Nel mio esempio il gioco è installato su Steam, quindi ci spostiamo su:

%ProgramFiles%\Steam\steamapps\common\Sid Meier’s Civilization VI\Base\Assets\Configuration\Data

Qui dentro si trovano i file XML con tutte le mappe giocabili nel gioco, possiamo aprirne alcuni per capire come funziona la cosa e poi crearne uno nostro personale, da aggiungere a quelli esistenti. Il file si potrebbe chiamare per esempio LeMieMappe.xml (faccio notare come il nome del file è assolutamente irrilevante, purché sia un file XML e probabilmente non contenga caratteri speciali).

Adesso vediamo un esempio di configurazione base (nel mio esempio ho spostato la mappa dalla posizione di salvataggio in

%ProgramFiles%\Steam\steamapps\common\Sid Meier’s Civilization VI\Base\Assets\Maps\Extra (ma questo cambiamento non è obbligatorio)

Faccio notare alcune caratteristiche interessanti:

Maps: definisce il percorso della mappa, il nome e la descrizione che appariranno a video, oltre che un indice per l’ordinamento, ovvero la posizione in cui farla apparire assieme a tutte le altre mappe

MapSizes: definisce i parametri entro i quali può essere configurato il gioco, oltre che la dimensione predefinita, il numero minimo e massimo di giocatori ecc.

In questo unico file potremmo aggiungere n mappe, specificando i dettagli in entrambi i tag.

concurrent.futures.process.BrokenProcessPool eseguendo QuantumProgram di qiskit-sdk

Soluzione: il codice eseguito in Python deve essere protetto, o meglio “guarded”, ciò significa che il QuantumProgram deve essere eseguito dentro ad un’istruzione if __name__ == “__main__”

Compilando il programma nell’esempio nel qiskit-sdk-py si incorre nel seguente errore durante l’esecuzione:

Questo accade perché si tentano di avviare delle biforcazioni del processo originale senza aver utilizzato un idioma appropriato per il modulo. Per correggere il problema è sufficiente reimpostare il codice eseguibile in questo modo:

Ambiente di prova:

  • Version used: Python 3.6.3 (v3.6.3:2c5fed8, Oct 3 2017, 18:11:49) [MSC v.1900 64 bit (AMD64)] on win32
  • Environment name and version (e.g. Python 3.6.1): Python 3.6.3
  • Operating System and version: Microsoft Windows 10 Pro 10.0.16299 build 16299

 

Pubblicato originariamente su Github.