[python] Semplice esercizio per riconoscere immagini di frutti con TensorFlow (machine learning)

Vogliamo realizzare un semplice programma in Python che sia in grado di riconoscere, utilizzando TensorFlow e machine learning, delle immagini di frutti.

Questo esercizio riprende i medesimi concetti già visti in: [python] Semplice esercizio su TensorFlow e il riconoscimento delle immagini nel gioco del Tris (Machine Learning)

Dato il seguente set di immagini (qui unite in una singola), vogliamo addestrare il programma a riuscire a riconoscere correttamente i frutti rappresentati:

Per farlo addestreremo il programma con altre immagini di training, suddivise rispettivamente in mele (che forse assomigliano più a dei pomodori), pere e banane:

 

 

 

 

 

Il risultato che vogliamo ottenere analizzando la prima immagine sarà qualcosa del genere (abbiamo tagliato l’immagine in tutte le sottoparti):

I tre numeri rappresentano la percentuale di probabilità per cui l’immagine sia, rispettivamente, una mela, una pera o una banana. Questo significa che la prima immagine è al 100% di probabilità una pera, mentre la seconda una banana ecc.

Il progetto si sviluppa in Python 3.7. Prima di procedere assicuriamoci di aver installato tutte le librerie necessarie, in particolare:

A questo punto prepariamo le immagini per il training ed il test. Attraverso le immagini di training alleneremo il nostro algoritmo, mentre useremo quelle per il test per verificare l’efficacia. Sottolineo ancora una volta come questo sia un esempio semplificato al massimo, utilizzando immagini semplici per non dover produrre una grande mole di dati sia per il training che per il test.

Per preparare le immagini dobbiamo tagliare i quattro file precedentemente preparati. A tale scopo creiamo una classe per elaborare le immagini nel modo seguente (nei commenti c’è la descrizione delle singole operazioni):

Per elaborare i due gruppi di immagini ci sarà sufficiente chiamare:

A questo punto creiamo una classe per elaborare questa base dati, nel modo seguente:

Fatto tutto questo possiamo anzitutto costruire il nostro modello, che andremo a salvare, nella stessa cartella dell’eseguibile come modello_frutta.

Per creare il modello anzitutto preleviamo le immagini con:

Costruiamo poi il nostro modello:

I tre layer servono rispettivamente per:

  1. keras.layers.Flatten(input_shape=(100,100,3)) ci permette di ridurre ad una dimensione la matrice tridimensionale delle immagini (100 righe x 100 colonne x 3 byte di colore) contenente 30.000 byte. Per farlo dobbiamo ricordarci lo shape dei dati passati in input, che provengono da una lista, contenente a sua volte una lista tridimensionale.
  2. keras.layers.Dense(128, activation="relu") applica l’algoritmo relu ai dati ottenuti dal primo layer, su 128 nodi (il numero è arbitrario, scelto per via principalmente sperimentale)
  3. keras.layers.Dense(3, activation="softmax") applichiamo l’algoritmo softmax per ridurre tutte le informazioni a 3 nodi, rappresentati i 3 dati di output che vogliamo ottenere.

Aggiungo una nota per comprendere meglio il passaggio dei layer intermedi. Il primo layer è necessario per ridurre i dati in input ad una forma univoca, mentre l’ultimo layer serve a portare in output i dati che passiamo come “descrizione”, ovvero output conosciuto, durante il training. I layer intermedi invece possono essere molteplici, e servono per manipolare i diversi aspetti dell’informazione, tentando di ridurla ad una schematizzazione ricorrente. Per capire meglio questo processo immaginiamo di voler interpretare un’immagine (non succede la medesima cosa, ma l’esempio descrive bene il concetto generale).

Se avessimo un immagine come questa di seguito, avremmo a che fare con un’enorme quantità di dettagli diversi da analizzare. Essendo l’immagine grande 1200 x 761 pixel, potremmo dire di aver bisogno di 1200×761 = 913.200 nodi per interpretare ogni informazione singolarmente, quindi potremmo decidere di utilizzare un layer con 913.200 nodi (o neuroni). Questo vorrebbe dire che diamo importanza ad OGNI singolo nodo e quindi ad OGNI singolo dettaglio dell’informazione. Laddove volessimo confrontare immagini diverse sarebbe molto complesso cercare di trovare un’affinità tra i singoli nodi e quindi un percorso che riconduca al medesimo output desiderato.

Albania Sud | Vagabondo

Dello stesso posto potremmo avere ad esempio la seguente immagine:

Turismo dentale Albania | EliteDental

Le due immagini risulterebbero, per il computer, prese tali e quali, fondamentalmente diverse. Adesso proviamo a ridurre il dettaglio dei pixel, nel modo seguente:

Adesso possiamo identificare, nelle immagini divese, zone analoghe associabili per forma e colore tra di loro (nonostante le differenze ancora esistenti). In questo caso abbiamo ridotto le immagini in quadrati da 36×36 pixel ciascuno, quindi in totale abbiamo ridotto il tutto a circa 700 nodi. Ovviamente si è ridotta la complessità e di conseguenza il livello di dettaglio. Potremo apprezzare meno dettagli, ma confrontare meglio i macro-elementi presenti in entrambe le immagini.

Detto tutto questo compiliamo il nostro modello:

E infine compiliamolo e salviamolo:

Per usare il modello salvato lo possiamo caricare usando:

A questo punto carichiamo le immagini di TEST e mettiamo a prova il nostro modello:

Adesso facciamo prevedere al modello i risultati:

Infine stampiamoli a video per ottenere il risultato iniziale:

Riporto anche tutto il codice insieme:

Qui il progetto con le immagini scaricabile in formato zip.

Vedi articolo

[HOI4] Evitare che l’Albania venga annessa dall’Italia automaticamente se si trova in una fazione in Hearts of Iron 4 [BUG risolto]

In Hearts of Iron 4, attorno agli inizi di aprile del 1939 (storicamente il 7 aprile 1939) l’Italia completa il focus Albanian Occupation, al quale segue l’ultimatum italiano all’Albania e la conseguente occupazione. Al giocatore umano compare un messaggio come il seguente, e può scegliere se arrendersi oppure resistere. In caso di resistenza l’Italia dichiara immediatamente guerra.

Il problema sorge quando a giocare l’Albania è l’IA, che si arrende sempre, in tutte le circostanze, anche quando sarebbe avvantaggiata. Questo succede per esempio quando l’Albania si trova con un governo comunista ed è alleata del Comintern oppure fa parte dell’Alleanza Balcanica dei Lavoratori (guidata dalla Jugoslavia comunista), anche se un altro stato la sta proteggendo.

Il problema sta nel trigger degli eventi che seguono al focus tree dell’Italia. Per analizzare il bug individuiamo la cartella /events nella radice di HOI4 (nel mio caso avendo il gioco su Steam il percorso completo è \Steam\steamapps\common\Hearts of Iron IV\events\) e apriamo il file Italy.txt. Le righe di codice che ci interessano sono dalla 51 alla 159.

L’errore si trova esattamente alla riga 104. Le chance perché l’IA decida per la resistenza sono calcolate nel modo seguente:

  1. fattore base per la probabilità impostato a 20
  2. Il primo modificatore moltiplica tale fattore per 0 (qui c’è l’errore) nel caso in cui accada una delle seguenti condizioni:
    1. l’Albania è in fazione con l’Italia e il leader è l’Italia
    2. Qualunque altro paese sia principale (major) oppure sia la Jugoslavia, non sia l’Italia, e stia garantendo oppure sia in fazione con l’Albania, assieme ai focus storici attivi
    3. Non sia in fazione, nessun altra nazione, eccetto dell’Italia, la stia garantendo
  3. Il secondo modificatore aggiunge 100 se l’Albania è in una fazione, che non contenga anche l’Italia
  4. Il terzo aggiunge 100 se l’Albania è controllata o è oggetto di un’altra nazione che non sia l’Italia

Il secondo modificatore dovrebbe aggiungere 100 alla probabilità (rendendola quindi certezza) laddove l’Albania si trovi in una fazione che non contenga l’Italia. Purtroppo però, come è spiegato sulla guida ufficiale, il modifier si comporta come un blocco AND, che moltiplica il risultato totale per il factor e ci aggiunge il valore in add. Purtroppo però vale anche un’altra regola: se il valore intermedio scende a 0 tutte le operazioni successive si fermano e nemmeno gli add possono più modificarlo.

Questo significa che in “Qualunque altro paese sia principale (major) oppure sia la Jugoslavia, non sia l’Italia, e stia garantendo oppure sia in fazione con l’Albania, assieme ai focus storici attivi” per assurdo il fattore viene moltiplicato per 0 e quindi le possibilità che la IA resista sono del 0%. Per correggere il problema è sufficiente rimuovere le seguenti righe di codice:

Questo lo possiamo fare creando anche una mod.

Per creare la mod rechiamoci nella cartella C:\Users\<nome-utente>\Documents\Paradox Interactive\Hearts of Iron IV\mod e creiamo un file chiamato CorrezioneAlbania.mod e una cartella chiamata CorrezioneAlbania

Nel file inseriamo le seguenti definizioni (dobbiamo sostanzialmente dare un nome alla mod e scegliere a che cosa si applichi).

Attenzione! Sostituire sempre <nome-utente> con il proprio nome utente nella cartella profilo di Windows.

Nella cartella creare un file chiamato descriptor.mod con al suo interno il seguente codice:

Creare infine una cartella events nella quale metteremo un file di testo chiamato CorrezioneAlbania.txt. Al suo interno copiamo il codice precedente corretto:

Fatto tutto questo salviamo e avviamo il gioco. Se è andato tutto bene e l’Albania è in fazione con noi, al momento dell’ultimatum dovrebbe rifiutarlo e noi riceveremo la seguente notizia.

In tale caso prepariamoci alla guerra con l’Italia, dal momento che le ultime righe di codice dell’evento la attivano automaticamente:

Per curiosità, togliendoli questo non avviene. In caso contrario conviene armarsi.

Vedi articolo

[chrome] Aggirare il blocco del click col tasto destro tramite javascript

Alcuni siti bloccano (senza alcuna vera utilità) l’utilizzo del tasto destro, ossia l’apertura del menù contestuale che, tra le altre cose, permetterebbe di copiare il testo o le immagini.

Questo tipo di blocco può essere aggirato tramite Google Chrome, nel modo seguente:

  1. Premere il tasto F12 mentre si è sulla pagina, aprendo così la console sviluppatore
  2. Aprire la tab della console (qualora non fosse aperta) e digitare document.oncontextmenu=null;
  3. Premere invio

Questo dovrebbe disattivare il blocco del tasto destro e dell’apertura del menù contestuale.

Vedi articolo

[python] Semplice esercizio per creare il gioco del campo minato in Python (da console)

In questo semplice esercizio vogliamo riprodurre in Python, in modo un po’ rudimentale, quello che era il gioco del campo minato (poi campo fiorito) per Windows.

Quello che vogliamo ottenere assomiglierà a questo all’avvio:

Mentre alla vittoria otterremo qualcosa di simile:

Il gioco sarà costruito su una griglia 10×10, di 100 caselle in totale, che faremo selezionare all’utente con un numero da 1 a 100.

Anzitutto costruiamo la griglia fatta di oggetti di tipo Casella, definiti nel modo seguente:

Per costruire il campo useremo la funzione random.randint() per distribuire le mine in modo casuale, nel modo seguente:

In questo caso la variabile difficolta viene usata per bilanciare la distribuzione casuale. Se impostiamo difficolta su 2, avremo in media il 50% di caselle con mine (1/2). Se impostiamo difficolta su 10 allora avremo circa il 10% di mine (1/10), ecc.

Fatto questo dobbiamo costruire due metodi che si occuperanno rispettivamente di conteggiare le mine e aprire le celle. All’interno di entrambi i metodi useremo due cicli for ricordandoci che rispetto alla posizione attuale quelle intorno partiranno da [-1,-1] fino a [1,1]

Riporto di seguito il codice, commentato, dell’intero giochino realizzato a partire da queste idee:

 

Vedi articolo

Ripristino password admin (webpanel) per accesso web ad allarme FC-7688

L’allarme FC-7688 dispone di un pannello di controllo via web che consente di configurare e gestire l’allarme. Per assurdo alcune opzioni sono disponibili esclusivamente da tale pannello di controllo e qualora si dovesse smarrire la password di amministratore non ci sarebbe nemmeno modo di ripristinare le impostazioni di fabbrica del dispositivo. Il dispositivo in questione è il seguente:

Il pannello di controllo, nella versione a cui faccio riferimento a questo aspetto:

Mentre la pagina di configurazione della password tipicamente ha questo aspetto:

Per maggiori informazioni sul modello e la configurazione del sistema rimando al manuale ufficiale: FC-7688 USER MANUAL. Read this instruction thoroughly before installation and use of this device. P_N_ A02

Detto questo i dati di accesso predefiniti sono:

username: admin

password: 012345

E’ possibile modificare questi dati a piacere accedendo al suddetto pannello di controllo e salvare, ma bisogna prestare attenzione. La password può contenere esclusivamente caratteri alfanumerici e deve essere lunga non più di 8 caratteri. Qualora si dovesse inserire una password più lunga è probabile che si finisca bloccati dall’accesso, non riuscendo più a collegarsi con nessun nome utente.

In tal caso si può ripristinare l’accesso procedendo nella maniera seguente:

  1. Spegnere completamente l’allarme rimuovendo eventuali batterie collegate
  2. Accendere nuovamente l’allarme
  3. Per i primi 10 secondi è possibile accedere con le impostazioni di fabbrica che sono:
    username: admin
    password: 000000
  4. Una volta effettuato l’accesso andare su Password dalla schermata principale
  5. Modificare nuovamente nome utente e password a piacere
  6. Ricordarsi che la password deve essere puramente alfanumerica con al massimo 8 caratteri

Fatto tutto questo avremo ripristinato l’accesso al sistema.

Vedi articolo

[moodle] Migrazione di Moodle 3.4 su nuovo server e dominio

Questa guida fa riferimento a Moodle 3.4, ma in linea generale dovrebbe essere valida per tutte le versioni di Moodle 3.x.

Per determinare la versione del proprio Moodle è sufficiente consultare il file version.php nella root del portale.

All’occorenza possiamo impostare Moodle in modalità manutenzione, durante il trasferimento.

1. Backup di tutti i dati

Anzitutto dobbiamo effettuare il backup di tutti i dati.

Moodle si trova tipicamente distribuito in due cartelle, la root del virtualhost e una cartella per i dati.

Per esempio le due cartelle potrebbero trovarsi in:

radice virtual host > /var/www/vhosts/petarkaran.it/htdocs

cartella dei dati > /var/www/vhosts/petarkaran.it/dati_moodle

La cartella dei dati dovrebbe trovarsi sempre in un’ubicazione privata, non accessibile direttamente dal virtualhost. Ovviamente deve essere accessibile ad apache.

Questo vuol dire che dobbiamo ricreare entrambe le posizioni sul nuovo server (con l’eventuale nuovo dominio).

ATTENZIONE! Se il backup dei dati viene fatto tramite FTP bisogna impostare il trasferimento dei dati su binario

A questo punto l’ideale sarebbe fare un file zip per il contenuto di ciascuna delle due cartelle. Per farlo su server Linux è sufficiente digitare:

Il comando va eseguito all’interno di ciascuna cartella. Se volessi farlo in sequenza per le suddette due cartelle, dovrei fare:

Se si dovesse procedere con un client FTP invece, assicuriamoci, come evidenziato prima, di impostare il trasferimento su binario.

Su FileZilla bisogna andare su Modifica > Impostazioni > Trasferimenti > Tipi di file e selezionare Tipo di trasferimento predefinito > Binario, come nell’immagine:

Fatto tutto questo eseguiamo il backup del database.

Se abbiamo fatto tutto correttamente avremo 3 file di backup:

  • cartella della radice principale di moodle
  • cartella dei dati di moodle
  • file SQL del database

2. Importare il database

Adesso predisponiamo il database MySQL/MariaDB.

Anzitutto assicuriamoci che il set di caratteri del nuovo database sia utf8mb4

Per importare il database potrebbe essere necessario modificare alcuni parametri del database stesso.

In particolare potrebbe essere necessario modificare il file /etc/mysql/my.cnf aumentando i parametri innodb_log_file_size e max_allowed_packet

Prima di importare il file dobbiamo sostituire dentro tutti i parametri del vecchio dominio. Se per esempio stessimo migrando la piattaforma da petarkaran.it a petarkaran.org allora dovremmo usare il Trova e Sostituisci di un opportuno editor di testo (per esempio Notepad++).

Una volta sostituiti tutti gli indirizzi possiamo importare il file sql nel nuovo database.

3. Trasferire i dati e modificare il file config.php

A questo punto ricostruiamo la struttura delle cartelle della radice e dei dati sul nuovo server. Immaginiamo di creare:

radice virtual host > /var/www/vhosts/petarkaran.org/htdocs

cartella dei dati > /var/www/vhosts/petarkaran.org/dati_moodle

Scompattiamo dentro i dati (o trasferiamoli tramite FTP) ed assicuriamoci che i permessi siano impostati correttamente sull’utente di apache del nuovo server.

Fatto questo modifichiamo le seguenti voci del file config.php nella radice del virtualhost:

Ovviamente bisogna inserire i dati corretti.

4. Avviare Moodle e pulire la cache

Una volta avviato Moodle possiamo effettuare l’accesso. Prima di rendere tutto operativo dobbiamo solamente svuotare la cache per far ripartire tutto da capo con i nuovi parametri.

Per farlo andiamo su Dashboard > Amministrazione del sito > Sviluppo > Svuota le cache

Premiamo il tasto Svuota Cache

Vedi articolo

[windows] Installazione di Microsoft Exchange Mailbox server su Windows Server 2016

Per installare Exchange abbiamo bisogno di un Windows Server configurato come controller di dominio. Per tale configurazione rimando alla guida Configurazione Windows Server 2016 con Dominio, DNS e DHCP [per esordienti totali

1. Installazione di Exchange Server

Inseriamo il disco di installazione di Exchange Server 2016 che comparirà in Questo PC > Dispositivi e unità:

Accediamo al disco ed avviamo il Setup.

Si avvierà la richiesta di verifica degli aggiornamenti, nel mio caso li eseguirò semmai successivamente, selezionando dunque Non verificare la disponibilità di aggiornamenti adesso.

Premiamo Avanti. Si avvierà la copia dei file, attendiamo:

Nella schermata successiva scegliamo Avanti.

Accettiamo il Contratto di licenza.

Nella schermata successiva scegliamo Usa impostazioni consigliate:

Nella Scelta del ruolo del server selezioniamo Ruolo Cassette postali e Installa automaticamente ruoli e funzionalità di Windows Server necessari per installare Exchange Server.

Premiamo di nuovo avanti.

A questo punto selezioniamo la posizione di installazione di Exchange, possiamo lasciare quella predefinita e premere nuovamente Avanti.

Specifichiamo un nome per la nostra organizzazione Exchange, per esempio la Torregatti Spa. Premiamo di nuovo Avanti.

Alla richiesta se disabilitare la protezione antimalaware, diciamo di No e procediamo premendo Avanti.

Verranno avviati i controlli di conformità, attendiamo.

A questo punto è molto probabile che si presenti una serie di errori, che andranno risolti.

Per risolverli basterà seguire i link ed effettuare le installazioni suggerite.

Nel mio caso vengono richieste due installazioni specifiche, il cui:

Errore:
Questo computer richiede l'aggiornamento descritto nell'articolo della Microsoft Knowledge Base KB3206632 (http://support.microsoft.com/kb/3206632). Senza questo aggiornamento, Exchange Server 2016 non funzionerà in modo affidabile su Windows Server 2016.
Per altre informazioni, visitare il sito: http://technet.microsoft.com/library(EXCHG.150)/ms.exch.setupreadiness.Win2k16LSARollupUpdateNotInstalled.aspx

Errore:
Questo computer richiede Microsoft Unified Communications Managed API 4.0, Core Runtime a 64 bit. Installare il software dal sito http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=260990.
Per altre informazioni, visitare il sito: http://technet.microsoft.com/library(EXCHG.150)/ms.exch.setupreadiness.UcmaRedistMsi.aspx

Alla fine dell’installazione potrebbe essere necessario riavviare. In tal caso riavviamo e poi riprendiamo l’installazione dall’inizio.

Se tutto è andato a dovere arriveremo nuovamente alla schermata precedente con solo un elenco di avvisi. A questo punto possiamo premere su Installa.

A questo punto si avvierà l’installazione vera e propria. Attendiamo.

Quando sarà tutto completato otterremo un risultato simile al seguente.

Riavviamo il sistema.

Una volta riavviato il server è probabile che dal Server Manager si vedano diversi servizi, principalmente quelli di Exchange, non avviati.

Selezioniamo i servizi (possiamo selezionarli anche tutti utilizzando SHIFT ed il mouse), clicchiamo con il destro e scegliamo Avvia Servizio.

 

2. Configurazioni cassette postali

Quando tutto è avviato possiamo procedere alla configurazione delle cassette postali.

Accediamo al Menù Start e cerchiamo Microsoft Exchange Server 2016 > Exchange Administrative Server

Si aprirà l’interfaccia amministrativa dentro il browser web (nel mio caso Google Chrome).

Inseriamo nome utente e password dell’amministratore del dominio e premiamo accedi.

Nella scheda Destinatari > Cassette postali possiamo configurare le caselle di posta. Ogni caselle può essere associata ad un utente del dominio, oppure può essere creata una casella a se stante. Clicchiamo sul tasto più e selezioniamo Cassetta postale utente.

Ricordiamoci che il nostro dominio è petarkaran.local, quindi le caselle postali saranno del tipo nome_utente@petarkaran.local. Si aprirà quindi la finestra di configurazione della cassetta postale:

Vogliamo creare la casella luisa.neri@petarkaran.local per l’utente di dominio luisa.neri. Clicchiamo su Sfoglia… per selezionare un utente del dominio.

Selezioniamo l’utente desiderato e premiamo su Salva.

In questo modo abbiamo creato la cassetta postale desiderata per l’utente selezionato.

Se volessimo aggiungere un altro dominio al server di posta, per esempio un dominio esterno accettato, selezioniamo flusso di posta > domini accettati.

Vogliamo aggiungere torregatti.com. Clicchiamo sul più e compiliamo la scheda nel modo seguente:

Premiamo su Salva.

Andiamo su flusso di posta > criteri degli indirizzi e-mail. Facciamo un doppio click su Default Policy. Andiamo su formato indirizzi posta elettronica.

Clicchiamo sul più. Selezioniamo il dominio appena creato, modifichiamo eventualmente il nome utente e premiamo su Salva.

Nella schermata principale, se lo stato della policy è su Non applicato, clicchiamo su Applica, poi premiamo su .

In questo modo tutti i nostri destinatari di posta potranno ricevere le email anche sull’indirizzo nome_utente@torregatti.com.

Vedi articolo

[owncloud] Installare ownCloud su Ubuntu Server 20.04.1, configurazione VirtualHost, certificato HTTPS e disco dati con LVM

Vediamo come installare ownCloud su un Ubuntu Server 20.04.1. In aggiunta configureremo anche un VirtualHost con un certificato autofirmato, aggiungendo infine un disco in LVM che ospiti i dati di ownCloud.

1. Configurazione server LAMP

Anzitutto configuriamo il server LAMP installando Apache, MariaDB e il PHP 7.4.

Eseguiamo il seguente comando:

A questo punto configuriamo il database eseguendo:

ATTENZIONE! Se si esegue il commando senza sudo verrà chiesta la password dell’utente root e non ci sarà modo di cambiarla, generando l’errore: ERROR 1698 (28000): Access denied for user 'root'@'localhost'

Digitare in sequenza, per le singole domande:

Change the root password? [Y/n] Y

Remove anonymous users? [Y/n] Y

Disallow root login remotely? [Y/n] Y

Remove test database and access to it? [Y/n] Y

Reload privilege tables now? [Y/n] Y

Una volta completata la configurazione di MariaDB il server LAMP e pronto è possiamo procedere con le specifiche configurazioni.

2. Creiamo il certificato di crittografia

Se non lo abbiamo già fatto installiamo openssl. Questo ci servirà per creare un certificato autofirmato, nel caso in cui si disponga già del certificato si può passare al punto successivo.

Creiamo la chiave privata e il certificato:

Nel caso specifico stiamo dicendo ad openssl:

  • req sottocomando col quale specifichiamo che vogliamo usare l’X.509 CSR (certificate signing request), un’infrastruttura standard per le chiavi pubbliche utilizzata tipicamente con SSL e TSL
  • nodes indica ad OpenSSL di non cifrare il certificato con una password, dal momento che verrà utilizzato su Apache che deve potervi accedere liberamente
  • days specifica la durata di validità del certificato, nel nostro caso 365 giorni
  • newkey specifica il tipo di chiave privata (RSA 2048) che si vuole generare e il fatto che la si voglia generare assieme al certificato
  • keyout indica la posizione dove creare la chiave
  • out indica la posizione dove creare il certificato

Rispondiamo ai quesiti posti da OpenSSL per la configurazione del certificato. Nel mio caso procederò così:

Country Name (2 letter code) [AU]:IT
State or Province Name (full name) [Some-State]:Firenze
Locality Name (eg, city) []:Firenze
Organization Name (eg, company) [Internet Widgits Pty Ltd]:Torregatti Spa
Organizational Unit Name (eg, section) []:Servizi Cloud
Common Name (e.g. server FQDN or YOUR name) []:cloud.local
Email Address []:scrivi@petarkaran.it

I valori sono per lo più arbitrari, l’unica cosa importante è il Common Name, che può essere l’indirizzo IP del server, oppure il dominio a cui sarà associato il certificato.

Configuriamo Apache affinché utilizzi correttamente i certificati SSL:

Nel file digitiamo:

Affinché la configurazione funzioni dobbiamo attivare il modulo SSL e il modulo Headers in Apache.

A questo punto attiviamo la configurazione digitando:

Affinché la configurazione sia corretta bisogna riavviare Apache, anche se non è necessario farlo adesso, lo possiamo fare anche dopo.

3. Configuriamo il VirtualHost

A questo punto configuriamo il nostro VirtualHost, immaginiamo che il nostro ownCloud debba trovarsi all’indirizzo cloud.local. (nel caso specifico da http://cloud.local e https://cloud.local)

Creiamo anzitutto due cartelle in /var/www, una per i file, una per i dati ed una per i log, entrambe sottocartelle di cloud.local, nella maniera seguente.

Grazie all’argomento -p creiamo l’intero percorso anche se non esiste.

A questo punto procediamo con la creazione del file del VirtualHost vero e proprio.

Nel file inseriamo le seguenti istruzioni.

In questo modo forziamo il redirect sul HTTPS e abilitiamo il certificato creato in precedenza.

A questo punto riavviamo apache:

4. Creazione partizione per i dati con LVM

Aggiungiamo al nostro server un disco aggiuntivo a creiamo un nuovo disco logico con LVM. Per ulteriori approfondimenti sulla procedura rimando all’articolo LVM, gestore logico dei volumi su Ubuntu [per pinguini alle prime armi]

Anzitutto vediamo i dischi dei quali disponiamo con:

Nel mio caso (sto utilizzando VirtualBox per l’esempio con 2 dischi da 10GB ciascuno):

Il disco che utilizzerò è /dev/sdb. Procediamo quindi a preparare il disco:

Su fdisk digitiamo in ordine:

  1. n per creare una nuova partizione
  2. p per una partizione primaria
  3. 1 numero di partizione
  4. INVIO per confermare il primo settore di default 2048
  5. INVIO per confermare l’ultimo settore
  6. t per modificare la partizione
  7. 8e per impostare Linux LVM
  8. w per scrivere e salvare il tutto

Utilizzando sudo fdisk -l dovremmo vedere qualcosa di simile:

Creiamo un volume fisico digitando:

Creiamo un gruppo di volumi chiamato dati-cloud digitando:

Creiamo sopra il volume logico dati:

Formattiamo il volume in ext4.

A questo punto montiamo il nuovo volume logico sulla cartella /var/www/cloud.local/dati

Siccome vogliamo che il disco sia montato in modo permanente, modifichiamo /etc/fstab.

In fondo al file aggiungiamo la seguente riga:

In questo modo al riavvio del server il volume logico verrà caricato automaticamente.

5. Creiamo un database per ownCloud

ownCloud necessita di un database per funzionare, pertanto creiamone uno nuovo all’interno di MariaDB.

Entriamo in MariaDB/MySQL:

Una volta dentro creiamo un nuovo database chiamato cloud_db:

Creiamo anche un utente per il database appena creato, che potrà accedere esclusivamente da locale (agli scopi dell’esercizio metterò una password banale):

6. Installazione ownCloud

Scarichiamo ownCloud nella cartella httpdocs. Da qui possiamo scegliere da dove scaricarlo.

Se non abbiamo installato unzip facciamolo:

A questo punto estraiamo il file zip.

Spostiamo i file dalla cartella owncloud creata dall’unzip, nella radice del virtualhost.

In questo modo rimuoviamo anche la cartella aggiuntiva ed il file zip.

Assegniamo adesso l’utente apache a tutta la cartella ed i file creati.

Infine abilitiamo la configurazione e riavviamo apache:

Se tutto è andato bene potremo aprire ownCloud all’indirizzo https://cloud.local/

Inseriamo i parametri nella maniera seguente (utilizzando quelli creati):

  1. Scegliamo un utente ed una password
  2. Per la cartella dati impostiamo la cartella creata all’inizio
  3. Inseriamo i dati del database configurati in precedenza:

Una volta fatto tutto possiamo premere su TERMINA CONFIGURAZIONE.

Se tutto è andato bene vedremo una schermata come la seguente:

Fatto tutto questo possiamo accedere al sistema. Spostandoci su Impostazioni > Generali, potremmo notare delle notifiche come le seguenti:

Apportiamo quindi ancora un paio di modifiche per aggiustare il tutto correttamente.

Anzitutto configuriamo correttamente il crontab affinché esegua gli script di ownCloud.

Digitiamo:

Se è la prima volta che lo apriamo ci chiederà quale editor preferiamo utilizzare, io scelgo 1 per nano.

Aggiungiamo la seguente riga:

Salviamo con CTRL+O e usciamo.

Nelle suddette impostazioni di ownCloud selezioniamo come meccanismo di aggiornamento Cron.

Spostiamoci nella nostra cartella di installazione con:

Eseguiamo i seguenti comandi:

L’utilizzo di sudo -u www-data è necessario perché l’esecuzione deve essere effettuata da Apache. Eseguendolo senza sudo lo faremmo usando il nostro utente, con sudo come root. In entrambi i casi non andrebbe bene.

Per risolvere l’avviso di HTTP "Strict-Transport-Security" dobbiamo aggiungere a <VirtualHost *:443> le seguenti tre righe:

Il file definitivo del virtualhost sarà come il seguente:

Riavviamo ancora una volta apache.

A questo punto è tutto pronto e possiamo cominciare ad usare ownCloud.

Vedi articolo

[FIFA21] La connessione con l’avversario si è interrotta

Problema: Quando a FIFA21 si cerca di giocare con un amico online non sembra possibile stabilire una connessione e dopo poco compare il messaggio “La connessione con l’avversario si è interrotta

Soluzione: Assicurarsi che il router abbia abilitata l’opzione UPnP, in alternativa aprire tutte le porte necessarie sul firewall, infine provare a riavviare la connessione con il gioco aperto (questo farà sì che nel gioco venga ripristinata la connessione)

Premetto che resto convinto che la cosa dipenda quasi esclusivamente dai server EA, e che spesso sia sufficiente provare diverse volte con ostinazione. Vediamo comunque le possibili soluzioni da adottare nel dettaglio.

1. Attivare UPnP sul router

Anzitutto accedere al router. Di solito per individuarlo è sufficiente premere WIN+R e digitare cmd nella finestra di Esegui.

Nel Prompt dei comandi digitare poi ipconfig e premere INVIO. Apparirà un risultato simile al seguente:

Nel mio caso vedo che il mio computer si trova all’indirizzo 192.168.1.76, mentre il router (che si trova di solito sul gateway) è all’indirizzo 192.168.1.254

L’indirizzo dei router domestici di solito si trova su: 192.168.1.1, 192.168.0.1, 192.168.1.254, 192.168.0.254

Una volta individuato l’indirizzo corretto digitarlo nel browser (per esempio Chrome) nella barra dell’indirizzo.

Accedere con nome utente e password, in base al router che si ha a disposizione.

Individuare le impostazioni di rete, oppure le impostazioni avanzate del router. Di solito in tale posizione si trova la configurazione per l’UPnP.

Nel caso di un MediaAccess di Technicolor (il router in dotazione con la fibra di FastWeb, nel mio specifico caso il modello è il MediaAccess FGA2130FWB) l’opzione si trova sotto Avanzate > Configurazione semplificata delle porte

Assicurarsi che l’UPnP sia attivo nella maniera seguente:

Faccio notare che, su questo modello di router, dovreste poter già notare il tunneling aperto per FIFA21.

Se l’opzione è attiva non è necessario aprire le porte (o almeno non dovrebbe esserlo). Si può comunque tentare se il problema persiste.

2. Aprire le porte necessarie sul firewall

L’altra soluzione papabile è quella di aprire le opportune porte sul firewall del router. Accedendo al router sempre secondo la procedura precedente, abilitare le seguenti porte in base alla console di gioco (io ho FIFA21 sul PC con Steam, ma riporto anche le altre configurazioni)

TCP UDP
PC 3569,8080,9946,9988,10000-20000,42124 3659,9000-9999
PlayStation 4 1935,3478-3480,3659,10000-10099,42127 3074,3478-3479,3659,6000
Steam 3569,8080,9946,9988,10000-20000,27015-27030,27036-27037,42124 3659,4380,9000-9999,27000-27031,27036
Xbox One 3074,3659 88,500,3074,3544,3659,4500
Xbox Series X 3074,3659 88,500,3074,3544,3659,4500
PlaySation 5 1935,3478-3480,3659,10000-10099,42127 3074,3478-3479,3659,6000

Dalla mia esperienza dovrebbe essere comunque sufficiente l’UPnP.

3. Ripristinare la connessione durante il gioco

Nonostante l’UPnP attivo correttamente e le porte configurate sul firewall il gioco potrebbe lo stesso non partire (dando il solito errore di prima). In tal caso procedere nella maniera seguente.

  1. Avviare il gioco
  2. Mentre il gioco è avviato premere ALT+TAB per tornare su windows (oppure il tasto WIN), senza però spegnere il gioco
  3. Una volta su Windows aprire il Panello di Controllo (su Windows 10 basta cercarlo nella ricerca)
  4. Andare su Rete e Internet
  5. Selezionare Centro connessioni di rete e condivisione
  6. Sulla sinistra selezionare Modifica impostazioni scheda
  7. Identificare la propria scheda di rete, potrebbe essere quella wireless oppure ethernet, in base alla connessione e cliccarci sopra col destro
  8. Mentre il gioco è acceso cliccare su Disabilita
  9. Tornare al gioco, a questo punto dovrebbe comparire un avviso che ci informa che ci siamo disconnessi dal server EA
  10. Usando ALT+TAB tornare nuovamente sul desktop
  11. Cliccare nuovamente sulla connessione col destro e scegliere abilita
  12. Tornare nel gioco e provare a collegarsi online (ci verrà detto che sta venendo effettuata la connessione)

La procedura di disconnessione dovrebbe ripristinare la connessione col server EA. Questo passaggio sembra l’unico in grado di consentire effettivamente la connessione con l’avversario.

Conclusione

Nella mia configurazione non ho inserito le porte sul firewall, ma ho lasciato solamente attivo l’UPnP. Ciononostante avviare una partita online con un amico è pressoché impossibile al primo colpo. Dopo il primo errore di solito provo la procedura per ripristinare la connessione come al punto 3, e a quel punto il gioco online parte. In ogni caso il mio consiglio è di riprovare più volte, spesso dopo quei 20 minuti buoni di tentativi, di solito ripristinando più volte la connessione, il gioco alla fine decide che si può giocare online con un amico.

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[FIFA21] Giocare da Steam, utilizzando il controller della PS4

Con mia grande soddisfazione FIFA21 è finalmente uscito anche per Steam. Ma funzionerà tutto bene, lontano dalle assurdità di Origin?

Se state usando un controller DualShock4 per PS4, è molto probabile che il gioco parta senza vedere il controller.

Per risolvere la cosa procediamo nella maniera seguente.

1. Dall’elenco dei giochi su Steam individuiamo EA SPORTS™ FIFA 21 e clicchiamoci sopra col destro. Andiamo su Gestisci > Sfoglia i file locali

2. Dalla cartella di installazione di FIFA21 andiamo su FIFASetup

3. Individuiamo il file config.ini e modifichiamolo con un editor di testo (per esempio Notepad)

4. Modifichiamo il file aggiungendo in fondo AUTO_LAUNCH = 1 e lasciando tutto il resto inalterato.

Una volta apportata la modifica salviamo il file.

Fatto questo avviamo Steam Big Picture e da dentro a SBP avviamo FIFA21, tenendo il controller DS4 collegato (nella mia configurazione ho il controller collegato al PC tramite cavo USB).

Per avviare Steam Big Picture è sufficiente cliccare sull’apposita icona in alto a destra su Steam.

Se abbiamo fatto tutto correttamente possiamo giocare a FIFA21 con il controller DualShock della PS4.

Vedi articolo